Pubblico numeroso e qualche Vip alla presentazione del Buttafuoco storico, svoltasi mercoledì pomeriggio al palazzo Giureconsulti di via Mercanti 2, a Milano e che ha visto il rosso oltrepadano abbinato a Salumi,Micca e Fisarmonica di Stradella. E' stata l'occasione, per i 17 soci che compongono il Club, per presentare le ultime annate e incontrare clienti ed amici. Anzi, amici-clienti, dal momento che chi entra in contatto con il Club del Buttafuoco storico finisce immancabilmente con l'innamorarsene. Non potrebbe essere altrimenti per un progetto nato dal nulla, se non dalla volontà di un gruppo di produttori dell'Oltrepò Pavese, che decisero, ormai dieci anni fa, di rivalutare il Buttafuoco, vino caratteristico del territorio e destinato, se ben realizzato, a un lungo invecchiamento. Dieci anni di lavoro stanno dando frutti, come si ha dimostrato la presentazione. Dove, oltre alle centinaia di appassionati, enotecari, giornalisti e semplici consumatori si sono visti anche volti noti della Tv. Del mondo dello spettacolo, come Bruno Arena, uno dei "Fichi d'India", ma anche del giornalismo sportivo, come Massimo De Luca vicedirettore dei servizi sportivi Mediaset e presentatore di Pressing Champions League e la conduttrice televisiva Paola Rota Tutti appassionati di buon vino e amanti, naturalmente, del Buttafuoco storico. Un successo di pubblico che premia la costanza e la passione dei soci, che non a caso hanno intitolato la serata "Storia, lavoro, passione", a significare quanto conti la componente umana nella realizzazione di un grande vino. Se parte del merito va alla natura, generosa nel donare un terroir d'eccezione e un microclima del tutto originale, con estati tendenzialmente poco piovose e arieggiate, ideali per la maturazione delle uve, infatti, nell'avventura del Buttafuoco l'apporto dell'uomo è fondamentale. I soci hanno deciso di darsi regole rigidissime, limitando al massimo la quantità in funzione della qualità, ma soprattutto hanno legato le fortune del loro Club alla miglior vigna di ogni azienda. Soltanto da essa, infatti, provengono le uve (Croatina, Barbera, Uva rara e Ughetta di Canneto, tutte autoctone) che compongono il Buttafuoco storico. Diciassette Cru, un esperimento senza precedenti in Oltrepò Pavese e con pochi eguali in Italia, ma che si collega direttamente alla tradizione dei grandi vini di Borgogna, quindi. E ognuna delle 17 bottiglie è un mondo a sé, dove è possibile identificare l'azione che la morfologia del territorio esercita sulla vite e, di conseguenza, sul vino. Note speziate o minerali, fruttate o balsamiche si alternano da una vigna all'altra, al punto che non esistono due Buttafuoco identici, sebbene in tutti sia possibile rilevare l'impronta comune. Per questo una degustazione comparata dei 17 Buttafuoco del Club è un'esperienza intrigante, oltre che un vero piacere per il palato.