Dieci anni e tanta voglia di crescere ancora. Martedì 7 febbraio il Club del Buttafuoco storico ha festeggiato, con una cena sociale al ristorante Colombi di Montù Beccaria il decimo anno dalla fondazione. Era infatti il 1996 quando un gruppo di viticoltori, di ritorno da un viaggio in Borgogna, decise di provare a valorizzare il vino più tipico dell’Oltrepò orientale – il Buttafuoco, appunto – dandosi regole severissime, degne di una Docg, e creando un marchio unico per tutta la produzione. Il Buttafuoco storico è quindi figlio di concetti nati osservando la realtà d’Oltralpe e si vede: decisamente di stampo francese l’idea di legare la produzione al nome della vigna (si pensi, per l’appunto, ai Cru), ad esempio. E’ tutta italiana, invece, la scelta di creare un unico marchio (l’ormai celebre logo del Veliero) ma personalizzare le bottiglie con un’etichetta diversa per ogni produttore. Bottiglie che recano, in rilievo, il logo del Club, come usava fare una volta, in Oltrepò, per i vini più pregiati. L’incontro di martedì è stato l’occasione per fare il punto su un decennio di lavoro e promozione che non è certo passato invano, dal momento che l’avventura del Club e soprattutto i suoi vini sono ormai noti ben oltre i confini provinciali e regionali. I soci del Buttafuoco storico hanno ottenuto, in questi anni, diversi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, presentandosi con prodotti che richiamano la tradizione oltrepadana ma sono vincolati a rigorose regole di coltivazione e lavorazione, con un lungo periodo di affinamento in botte e bottiglie numerate, sottoposte a rigidi controlli da parte di diverse commissioni. Nel corso della serata è stato consegnato un attestato di benemerenza agli 11 soci fondatori del Club. Ma c’è stata anche l’occasione per presentare il programma di celebrazioni del decennale, ancora in corso di stesura. Si sa soltanto, per ora, che saranno dieci appuntamenti che spazieranno dallo sport alla cultura, dalla gastronomia alla moda, per ricordare degnamente una ricorrenza di peso. “Abbiamo fatto molta strada. Ora è il momento del salto di qualità. I prossimi anni dovranno portare il Buttafuoco storico tra i grandi vini italiani, ovvero al posto che questo prodotto, frutto degli sforzi, della passione e dell’impegno di tanti agricoltori, merita senza alcun dubbio”, ha detto il presidente Fabiano Giorgi.